Il ricorrente è stato Nello Musumeci de La Destra-Alleanza nazionale, che aveva presentato il ricorso contro l’esito delle ultime elezioni comunali in cui furono annullati 13 mila voti.
Il ballottaggio fu evitato per il 4% delle preferenze.
Inevitabilente, questa notizia mi ha riportato alla mente l'esito delle elezioni comunali di Sciacca dove per molto meno, appena l'1,85% pari a 492 voti, si è evitato il ballottaggio.
In quel momento furono parecchi a suggerirmi il ricorso, ricordo che a Sciacca i voti non validi sono stati circa 1200, ma non se ne fece nulla per motivi che non sto qui a raccontare.
Secondo Musumeci ci sarebbero stati diversi errori, soprattutto nelle schede annullate. Il conteggio delle schede, che si terrà in prefettura, riguarderà 300 delle 330 sezioni elettorali e riguarderà esclusivamente quelle dell’elezione del sindaco e non del consiglio comunale. La tesi dei legali di Musumeci è che in realtà Stancanelli non avrebbe superato la soglia del 50% delle preferenze e che si sarebbe dovuto quindi non procedere alla sua proclamazione a sindaco ma tenere il ballottaggio tra l’esponente del Pdl e quello de La Destra – Alleanza siciliana.
Ma c'è un altro aspetto trattato nel ricorso, e forse ancora più interessante, che meriterebbe una particolare riflessione, ovvero il possibile profilo di legittimità costituzionale della norma che prevede la scheda unica, ovvero la stessa scheda sia per i candidati al consiglio comunale sia per il candidati a sindaco.
Per il ricorrente le schede dovrebbero essere diverse per facilitare chi vuole ricorrere al voto disgiunto. Ma su questo fronte il Tar non ha ancora deciso.
Per quanto mi riguarda, a prescindere dalle sottigliezze giuridiche e da quello che potrà essere l'esito del ricorso, non posso non concordare sul fatto che la scheda debba essere doppia !
Già dal lontano 1993, anno in cui si celebrò la prima elezione diretta del sindaco, sostengo che sia giusto che all'elettore vengano consegnate due distinte schede. Una, per votare il candidato al consiglio comunale, l'altra per votare il sindaco.
In questa maniera si evita di ingenerare confusione nell'elettorato, e si evita soprattutto che un sindaco ( ma identico discorso può farsi per il presidente della provincia o della regione ) venga eletto per effetto del trascimento delle liste d'appoggio, piuttosto che per la propria capacità individuale di attrarre consenso.
In altri termini il cittadino è molto più cosciente e consapevole della scelta elettorale che va a compiere, esattamente come avviene nel turno di ballottaggio, dove i candidati a sindaco si riducono solo a due e nei loro confronti il cittadino, non subendo più lo "stordimento" ed il trascinamento delle centinaia di candidati al consiglio comunale, esprime un vero voto d'opinione !
Di tratta di rispristinare non soltanto lo spirito autentico della legge sulla elezione diretta del sindaco, ma anche di rispettare la libertà di voto di ognuno che è garantita dalla costituzione.
Infatti oggi, con la scheda unica, chi volesse esprimere una preferenza per il consiglio comunale ed, al contempo, astenersi rispetto all'elezione a sindaco ( non volendo votare per nessuno dei candidati a tale carica), è impossibiliato a farlo, in quanto pur non volendolo, il suo voto andrebbe comunque al candidato sindaco collegato al consigliere che si è votato !
Mario Turturici
p.s. Navigando in Internet ho scoperto che esiste un gruppo su facebook che si batte per la doppia scheda e, cosa ancora più attuale, un deputato all'ARS del Pd pochi giorni fa ha presentato un disegno di legge per introdurre anche in Sicilia la doppia scheda, si tratta dell'on. Faraone.